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"Curt": termine dialettale che indica le funzioni e le organizzazioni della casa rurale. La corte non si può collegare indissolubilmente a un determinato tipo edilizio a cui corrisponde necessariamente una particolare forma planimetrica, ma nell'area lombarda si presenta generalmente (salvo alcune eccezioni) come uno spazio e ambiente chiuso, solitamente quadrangolare, poiché l'ambiente è quello di una comunità di nuclei familiari. "Cassina": rispetto alla curt indica una differente collocazione e funzione rispetto al centro abitato. La cassina, talvolta distante dal paese, deve prevedere una certa autonomia, mentre la curt, inserendosi organicamente in un complesso urbano, fa riferimento ad una comunità dalla quale dipende. Corte Stretcieu (XV-XIX secolo) - Settimo, vicolo strettoio (via Vittorio Veneto) - Vi si accede attraverso un vicolo lungo e stretto, detto appunto "Stretcieu". La corte si apre alla destra del vicolo e ne porta il nome.
Corte Del Portico (XV-XIX secolo) - Settimo, vicolo strettoio (via Vittorio Veneto) - La seconda corte dello "Stretcieu". Come nella "corte stretcieu", alcuni edifici testimoniano di strutture preesistenti probabilmente di un certo pregio. Corte Barni (XVI-XIX secolo) - Seguro, piazza San Giorgio - La corte si divide in una parte ad uso agricolo e in una parte padronale. Al centro della corte è disposto un corpo di fabbrica che aveva un tempo funzione abitativa (Casa Barni), poi adibita a fienile. Cascina Castelletto (XV secolo) - via Reiss Romoli - Comprensorio ITALTEL - Di essa si ha notizia dalla metà del XV secolo e fino al 1996 è stata un grandissimo complesso rurale, il complesso fu acquistato nel 1963 da parte della società AUSO SIEMENS, ora ITALTEL: nel 1966 furono demolite le case dei pigionanti e gran parte dei rustici, mentre vennero ristrutturati ad uffici e magazzino alcune stalle. Cascina Bergamina (XVII-XX secolo) - Settimo, via Vittorio Veneto - via Reiss Romoli - Per il grande complesso delle stalle e per i prati che la circondano si può considerare una "cassina" che, anziché trovarsi in mezzo ai campi, è nei pressi del paese; la corte agricola ha subito gravi danni in un incendio scoppiato il 7 agosto 1998. Fornace - Vighignolo, via della fornace - La costruzione ella fornace ebbe luogo nel primo decennio del 1900 ad opera di una società privata per la lavorazione di materiali edilizi. L'attività della fornace durò fino al 1939 quando, non arrivando più carbone dalla Germania (che nel frattempo era entrata in guerra), si dovette interrompere la produzione; da allora tutto l'impianto è andato progressivamente in rovina fino allo stato attuale. |
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Nel 1994 il cardinale Carlo Maria Martini consacrava la nuova parrocchiale di San Giovanni Battista a Cascine Olona. L'edificio, di architettura moderna, si presenta come una grande aula rettangolare coperta a travi ed è opera dell'architetto Belgioioso. Altro monumento interessante, per quanto ormai quasi completamente perduto, è la fornace che sorgeva nella campagna a nord est di Vighignolo: adibita alla produzione di mattoni, restano alcune strutture dei forni e una pericolante ciminiera. Possiamo infine annoverare tra gli spazi di pregio del comune le numerose aree verdi che la punteggiano, collegate da piste ciclabili, che in alcuni casi offrono interessanti scorci sull'abitato, oltre a permettere l'incontro e la socializzazione. |
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Originariamente Vighignolo era dotato soltanto della chiesa di San Sebastiano, in mezzo alla campagna, il che rivela un'origine molto antica. Essa venne riedificata a metà del Quattrocento da Zanino Meraviglia, che per comodità degli abitanti provvide a realizzare anche la chiesa di Santa Maria Nascente in centro al paese. Purtroppo, dagli anni 1950, la chiesa campestre è stata lasciata in abbandono e oggi le sue condizioni sono quasi totalmente compromesse. Non ha invece subito danni dalla costruzione di una nuova parrocchiale la chiesa in paese, che anzi dopo gli ampliamenti di fine Ottocento è stata recentemente restaurata. In essa era conservato un pregevole pezzo di scultura noto come il Trittico di Vighignolo, di origine quattrocentesca, raffigurante Cristo nel sepolcro tra la Vergine e San Giovanni, venduto per racimolare denari per i restauri ottocenteschi e comunque oggi visibile presso il museo del castello sforzesco, nel salone dove è conservata la Pietà Rondanini del Buonarroti. |
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La parrocchiale di Seguro venne costruita in forme barocchette dall'architetto Galiori alla metà del Settecento. Particolarmente elegante pur nelle sue piccole dimensioni, sorse sull'area già occupata in precedenza da una chiesa, ricostruita per ordine di San Carlo Borromeo alla fine del Cinquecento. Degna di nota, all'interno, la decorazione ad affresco, realizzata "in stile" negli anni 1930, e due quadri, quali una Crocifissione di Antonio de Giorgi (anni Settanta del XVIII secolo) e una Sacra Conversazione di Pietro da Bagnara (1546), dai tipici colori squillanti della pittura veneta del Cinquecento. |
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Chiesa di Santa Margherita |
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La più antica parrocchiale di Settimo venne ricostruita nel 1534 da don Francesco Balbi, della famiglia degli allora massimi proprietari settimesi. Essa era rettangolare, a navata unica, con la facciata rivolta sulla via Ciniselli: ne restano soltanto due lapidi, murate all'esterno della parete destra dell'attuale chiesa che, a causa del bisogno di spazio e dello stato precario della fabbrica, venne costruita nel 1890-1891 in stile vagamente neoromanico-neogotico. Il progetto originario prevedeva una terza campata verso la piazza, non realizzata per motivi finanziari; la decorazione interna, sovrabbondante ma vivace, venne scialbata durante gli anni Ottanta, realizzando affreschi moderni (Agnus Dei nell'abside e i Quattro evangelisti nella cupola)!
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Le altre ville storiche del territorio |
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Al centro delle proprietà più consistenti esistettero sempre, nell'agricoltura lombarda, delle case da nobile, evolutesi col tempo in ville e palazzi più o meno splendidi. Un esempio è la struttura, recentemente restaurata, dello Stretcioeu, che rivela la sua origine non strettamente rurale nel bel porticato in legno e granito: esso tuttavia si trasformò in abitazione rurale, come nel caso della Corte Barni di Seguro, dal bel portico quattrocentesco, che era in origine casa segurina dei Della Croce e dei Del Frate e, in seguito, appunto dei Barni. Mantennero la loro struttura da nobile, invece, gli edifici che divennero a Vighignolo la villa Venino (inserita in una corte circondata su tre lati da un bel portico ad arcate) e la villa Airaghi, dall'aspetto ottocentesco, preceduta da un viale prospettico e con un cortile con antiche decorazioni in pietra. A Seguro si trova invece la villa Pagani, bell'esempio di palazzo barocchetto, voluto nelle forme attuali da Gian Paolo Mainoni a metà Settecento. Alla stessa temperie artistica si riconduce la villa di Castelletto, pressochè unico avanzo dell'antica frazione, restaurata e dalle forme assai graziose. Da ricordare pure nel suo aspetto sette-ottocentesco la corte napoleonica, in origine di proprietà Taccioli - Litta Modignani, così chiamata perché avrebbe dato ospitalità a Napoleone III dopo la battaglia di Magenta (1859), come ricorda una lapide sotto il porticato. La corte ha subito recentemente interventi di restauro e adattamento ad abitazioni. |
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